Il rating: definizione, soggetti, criteri. PDF Stampa E-mail
Scritto da Dario Mannucci   
rating AAAIl rating costituisce ad oggi uno strumento di larghissima diffusione e di grande attualità nella realtà dei mercati finanziari. La maggior parte delle emissioni obbligazionarie, pubbliche o private, è affiancatada un rating, che, lungi dall'essere un semplice optional, rappresenta un accessorio sempre più imprescindibile, in grado di comportare benefici sia per i debitori che per i creditori. Anche se moltedelle considerazioni seguenti sono valide in generale, l'analisi riguarda in primo luogo gli strumenti didebito pubblico.

Una prima e sommaria definizione di rating è quella di giudizio del rischio che un emittente di debitonon abbia la capacità (rischio economico) o la volontà (rischio politico) di effettuare completi epuntuali pagamenti della quota principale e degli interessi durante il periodo di validità delleobbligazioni emesse. La logica sottostante all’esistenza dei rating risiede nel problema fondamentale dei mercati finanziari:l’asimmetria informativa. Le agenzie di rating giocano un ruolo cruciale nel processo decisionale,procurando agli investitori internazionali un giudizio imparziale circa il rischio di credito associato ad investimenti finanziari alternativi. Il vantaggio dei mutuatari, poi, è duplice: da una parte essi ottengonouna maggiore facilità di accesso ai mercati dei capitali globali, dato che molti investitori preferisconotitoli provvisti di rating ai titoli non valutati con un rischio di credito apparentemente simile. Inoltre vi è anche un beneficio strettamente economico, in quanto un buon rating, ceteris paribus, determina minori costi di indebitamento.
Per l’assegnazione dei rating le agenzie applicano una scala alfanumerica ordinale, che individua diverse categorie di rischio di credito. I rating per debito di lungo termine in valuta estera di Standard & Poor’s variano da AAA, il più alto, fino a CC, il più basso; allo stesso modo, i rating di Moody’s variano da Aaa fino a C, in cui si ha il maggiore rischio di defalut. Questi simboli sono poi soggetti a correzioni: Standard & Poor’s apporta un più o un meno per mostrare la posizione relativa rispetto alla categoria di rating principale, mentre Moody’s applica, per lo stesso scopo, i numeri 1,2, e 3. Negli anni recenti, Standard & Poor’s e Moody’s, le maggiori agenzie di rating internazionali, hanno aggiunto alle loro stime del rischio di credito i “credit watch” ed i “rating outlook”; entrambi sono strumenti designati per indicare la direzione potenziale dei rating nel tempo, sulla base delle prospettive di sviluppo previste. Il rating outlook può essere positivo, negativo o stabile e si riferisce al medio periodo, da sei mesi a due anni. Il credit watch costituisce un segnale più forte di possibile cambiamento; un rating va in credit watch quando si verifica un evento preciso e/o una variazione dalla direzione attesa che rendono necessarie nuove informazioni per valutare il rating corrente. Sia il rating outlook che il credit watch non danno la certezza del cambiamento di rating e cambiamenti di rating possono verificarsi anche senza precedenti rating outlook o credit watch.
La qualità del credito di molti emittenti e delle loro obbligazioni non è costante e stabile nel tempo, ma tende a subire variazioni. Per questo motivo si verificano cambiamenti nei rating, i quali riflettono cambiamenti nella posizione relativa degli emittenti e delle loro obbligazioni. Un cambiamento di rating può verificarsi in ogni momento e indica che l’agenzia ha osservato un’alterazione dell’affidabilità creditizia, o che il precedente rating non riflette più pienamente la qualità dell’obbligazione; può avvenire in seguito ad un temporaneo ritiro, se sopraggiungono nuove informazioni o circostanze che richiedono un’accurata analisi per il giudizio di affidabilità creditizia. Per la loro natura, i cambiamenti di rating sono generalmente piu frequenti per obbligazioni di bassa qualità che non per quelle di alta qualità; in ogni caso gli investitori che utilizzano i rating dovrebbero mantenere uno stretto e costante controllo di tutti i rating, per essere in grado di segnalare prontamente ogni accenno di cambiamento. I rating da AAA fino a BBB- compresi costituiscono la categoria degli “investment grade”, mentre i rating da BB+ a SD quella degli “speculative grade”. Questa distinzione ha un ruolo essenziale per gli investitori istituzionali, dal momento che la maggior parte di essi opera sotto precise limitazioni sulla rischiosità degli strumenti finanziari in portafoglio. In alcuni casi ci sono restrizioni assolute: un gestore di un portafoglio di obbligazioni investment grade non può trattare obbligazioni che non siano classificate come tali. Di conseguenza, un miglioramento del rating da speculative grade a investment grade è vitale per l’emittente, poiché dà sbocco ad una ampia base di investitori, determinando una maggiore e più stabile domanda di tali obbligazioni. Viceversa, quando un emittente riceve un rating della categoria speculative grade, il numero di potenziali investitori declina radicalmente.
Inoltre, attraverso il cosiddetto “sovereign ceiling”, il rating sovrano influenza le stime del rischio di credito di tutte le entità domestiche, in quanto esso costituisce il limite massimo che queste possono raggiungere; questo si verifica perchè lo Stato ha la priorità sulle riserve valutarie e controlla la capacità di tutte le entità domestiche di ottenere fondi internazionali per compensare i prestatori. Così, quando Moody’s nel 1998 ha abbassato il rating del Giappone da Aaa ad Aa1, anche tutti i rating Aaa degli emittenti giapponesi furono abbassati di un grado. Questo meccanismo può generare un problema serio per le compagnie con sede in paesi che hanno instabilità politica o finanziaria ma che altrimenti avrebbero alti corporate rating.
I rating possono essere riferiti sia al debito denominato in valuta estera che al debito denominato in valuta nazionale. Le agenzie di rating assegnano spesso al debito in valuta nazionale una valutazione più alta rispetto a quello in valuta estera. Tale scarto trova di norma giustificazione nella capacità del governo di tassare e disporre di un’attività in moneta nazionale, capacità generalmente ritenuta maggiore che non nel caso di attività in valuta. Inoltre, se per rimborsare passività in valuta il soggetto sovrano deve ricorrere al mercato dei cambi, per onorare le proprie obbligazioni a denominazione
locale esso può emettere moneta.
Per quanto riguarda i soggetti dell'attività di rating, assistiamo ad una situazione piuttosto particolare. Attualmente negli Stati Uniti ci sono tre grandi agenzie di rating: Moody’s Investors Service, Standard & Poor’s e Fitch IBCA. Moody’s è una società indipendente altamente specializzata in attività di rating; Standard & Poor’s svolge una vasta gamma di attività finanziarie, una delle quali è l’attività di rating. Moody’s e Standard & Poor’s ricoprono, da sole, circa l’80% del business mondiale dei rating. Fitch IBCA nasce dalla fusione, nel 1997, di “Fitch”, agenzia di rating nata nel 1913, con sede a New York, e “IBCA Limited”, un’agenzia di rating londinese; nel 2000, Fitch IBCA ha acquisito “Duff & Phelps Credit Rating Co.” e “Thomson BankWatch”, raggiungendo un elevato livello di copertura nel settore privato e in quello pubblico, pubblicando rating su 1.200 società e 89 paesi. Oltre i confini americani vi sono circa altre 35/40 agenzie di rating; i paesi che ne hanno di più sono Corea e India con tre agenzie e Cile, Cina, Germania, Pakistan e Svezia con due agenzie. Può essere sorprendente il fatto che vi siano così poche agenzie di rating, che un paese sviluppato come gli Stati Uniti ne abbia solo tre e il Regno Unito addirittura nessuna. Uno dei motivi più plausibili per spiegare il numero così ridotto di agenzie di rating è la presenza di economie di scala e di standardizzazione: la reputazione è fondamentale per un’agenzia di rating e la si costruisce con una ampia esperienza su una vasta gamma di obbligazioni; i prestatori e i detentori di obbligazioni preferiscono avere soltanto pochi rating standardizzati, in modo da semplificare i confronti e le valutazioni. Inoltre, per quanto riguarda gli Stati Uniti, vi è anche uno stringente vincolo legislativo: nel 1975 la “Securities and Exchange Commission” (SEC) ha attributo alle agenzie di rating la designazione di “Organizzazioni di rating nazionalmente riconosciute” (NRSRO) e sono rientrate in questa categoria soltanto Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch; da allora la SEC non ha ammesso nessun’altra società al rango di NRSRO, imponendo una regolamentazione d’entrata molto restrittiva.

 


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