Fino a 75.000 euro a fondo perduto per chi lavora nell'editoria: domande aperte, ecco chi può ottenere il contributo-centrostudifinanza.it
Un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 75.000 euro per sostenere le imprese che lavorano nel mondo dei libri. È questa l’opportunità offerta dall’Incentivo per la filiera dell’editoria e della produzione del libro, una misura finanziata dal Ministero della Cultura e promossa dal Centro per il libro e la lettura, con Invitalia incaricata della gestione.
Lo sportello per presentare le domande è aperto dal 4 novembre 2026, a partire dalle ore 12:00. Le risorse disponibili superano i 7,4 milioni di euro e le richieste vengono esaminate in ordine cronologico, fino all’esaurimento dei fondi.
L’obiettivo è aiutare le realtà che operano nel settore editoriale a investire, modernizzare le proprie attività, introdurre nuove tecnologie e rafforzare la capacità di produzione e distribuzione dei libri.
Non si tratta, però, di un bonus rivolto indistintamente a tutti gli scrittori. Per accedere al finanziamento occorre rispettare precisi requisiti relativi alla forma giuridica, all’anzianità dell’attività e ai codici ATECO ammessi.
Quanto si può ottenere: contributo fino a 75.000 euro
L’incentivo prevede un contributo a fondo perduto che può coprire fino all’80% delle spese considerate ammissibili, con un tetto massimo di 75.000 euro per beneficiario.

Il programma di investimento può arrivare a 100.000 euro. Non è prevista una soglia minima generale di investimento, ma il progetto deve essere coerente con le finalità del bando e superare la valutazione di Invitalia.
Ecco alcuni esempi per capire come funziona:
| Investimento ammissibile | Contributo massimo teorico |
|---|---|
| 20.000 euro | 16.000 euro |
| 40.000 euro | 32.000 euro |
| 60.000 euro | 48.000 euro |
| 80.000 euro | 64.000 euro |
| 100.000 euro | 75.000 euro |
L’ultimo caso merita attenzione: l’80% di 100.000 euro sarebbe pari a 80.000 euro, ma il massimale del bando limita il contributo a 75.000 euro. La quota restante dell’investimento deve quindi essere sostenuta dal beneficiario.
La dotazione complessiva della misura è pari a 7.406.027,75 euro. Non è dunque un finanziamento illimitato: una volta esaurite le risorse disponibili, non sarà più possibile accedere allo sportello.
Chi può richiedere il contributo per la filiera del libro?
La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che operano nell’editoria e nella produzione del libro. Possono partecipare anche enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni, purché rispettino le condizioni previste dall’avviso.
Per le imprese è richiesto che siano costituite e attive da almeno due anni. Devono inoltre avere un’attività prevalente riconducibile alla filiera editoriale e ai codici ATECO ammessi dal bando.
Il requisito dei due anni riguarda anche l’attività svolta nel settore: non è sufficiente aprire oggi una nuova società e dichiarare di voler iniziare a pubblicare libri per ottenere automaticamente l’agevolazione.
Tra i soggetti potenzialmente interessati rientrano:
- Micro, piccole e medie imprese editoriali.
- Imprese che si occupano della produzione e della realizzazione di libri.
- Attività di distribuzione e commercializzazione dei libri, se rientrano nei codici ammessi.
- Librerie e altri operatori della filiera, nei limiti delle attività previste dall’avviso.
- Enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni che operano nel comparto.
Per gli enti e le organizzazioni non imprenditoriali valgono le condizioni specifiche indicate nella documentazione ufficiale.
Quali attività e investimenti vengono finanziati?
Il finanziamento è destinato a progetti che puntano a rafforzare e modernizzare le attività esistenti. Non basta quindi presentare una richiesta per ottenere denaro da utilizzare liberamente: bisogna descrivere un programma di investimento coerente con gli obiettivi dell’incentivo.
Tra le finalità previste figurano:
- Ampliamento e riqualificazione delle attività.
- Innovazione e ammodernamento dei processi produttivi.
- Digitalizzazione delle imprese.
- Diversificazione dell’offerta editoriale.
- Miglioramento della qualità di prodotti e servizi.
- Rafforzamento della capacità produttiva e distributiva.
- Sviluppo delle competenze professionali.
- Interventi che favoriscano accessibilità, inclusione e partecipazione culturale.
Sono valorizzati anche i progetti capaci di produrre effetti positivi sulle comunità locali e di favorire la diffusione della lettura.
Il punto da non sottovalutare è proprio questo: i 75.000 euro rappresentano il contributo massimo ottenibile, non una somma riconosciuta automaticamente a chiunque lavori con i libri. La misura può rappresentare un’opportunità concreta per le imprese editoriali già operative che intendono investire in tecnologia, produzione e distribuzione, ma richiede un progetto strutturato e una documentazione completa.
