Buono Premium al 3,25%: conviene sottoscriverlo entro il 5 novembre?-centrostudifinanza.it
La sottoscrizione è prevista fino al 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata. Per aderire occorre apportare nuova liquidità su un Libretto Postale o un conto BancoPosta tramite bonifico, assegno oppure accredito di stipendio o pensione.
Il tasso è interessante, ma per capire quanto si guadagna davvero bisogna considerare tasse, imposta di bollo e condizioni di rimborso.
Quanto rende al netto di tasse e bollo
Sugli interessi dei buoni fruttiferi postali si applica un’imposta del 12,5%. Per importi oltre la soglia di esenzione si aggiunge l’imposta di bollo, pari allo 0,20% annuo.

A titolo indicativo, su 10.000 euro il guadagno netto stimato dopo dodici mesi è di circa 264 euro. Su 20.000 euro, circa 529 euro. Se invece il valore complessivo dei buoni intestati alla stessa persona resta entro 5.000 euro, si può essere esenti dal bollo: con 4.800 euro investiti, il rendimento netto stimato è circa 137 euro.
Sono stime: l’importo effettivo dipende dal valore complessivo dei buoni intestati e dal calcolo del bollo.
Il confronto con conto deposito, BOT e libretto
Un conto deposito vincolato può offrire un tasso lordo più alto, ma gli interessi sono tassati al 26% e possono esserci vincoli che impediscono di ritirare i soldi prima della scadenza. Il BOT ha una tassazione agevolata e può essere venduto sul mercato prima della scadenza, ma il prezzo può variare.
Il Libretto Postale lascia invece la liquidità disponibile, ma il suo tasso base è molto basso: non è paragonabile a un prodotto pensato per far fruttare il denaro per un anno.
La scelta dipende quindi anche da quanto contano la flessibilità, la disponibilità immediata dei risparmi e la possibilità di vincolarli.
Attenzione alle condizioni per aderire
Il requisito della nuova liquidità è centrale: non basta avere già i soldi sul libretto. Contano le somme versate nel periodo stabilito e i prelievi effettuati dai rapporti postali collegati possono ridurre l’importo ammesso all’offerta.
Inoltre, se si chiede il rimborso prima dei dodici mesi, si recupera il capitale ma non si ricevono interessi. Chi potrebbe avere bisogno dei soldi nel corso dell’anno dovrebbe considerare attentamente questo aspetto.
Alla scadenza il buono smette di maturare interessi. Per questo è utile decidere in anticipo come gestire il capitale e il rendimento: lasciarli sul libretto potrebbe significare ottenere un tasso molto più basso.
Il Buono Premium può essere adatto a chi dispone di nuova liquidità e può lasciarla investita per dodici mesi. Prima di sottoscrivere, conviene verificare le condizioni aggiornate, calcolare il rendimento effettivo dopo imposte e bollo e confrontarlo con le alternative disponibili. Non è una scelta adatta a chi deve poter ritirare i risparmi senza rinunciare al rendimento.
