Lo scavo della nuova galleria San Donato sull’A1 è terminato: un traguardo concreto per uno dei cantieri autostradali più rilevanti d’Italia, quello che punta ad ampliare a tre corsie il tratto fiorentino dell’Autosole tra Firenze Sud e Incisa. All’evento di celebrazione del completamento era presente anche il ministro Salvini, a testimoniare il peso politico e infrastrutturale dell’operazione. I nuovi tratti a tre corsie non saranno disponibili prima del 2028, ma il cantiere avanza su un’arteria che ogni giorno sopporta volumi di traffico tra i più intensi della rete autostradale nazionale.
Un tunnel da 950 metri nel cuore del nodo fiorentino
La galleria San Donato sull’A1 è lunga 950 metri e, una volta completata, ospiterà tre corsie di marcia in direzione sud. Non si tratta di un intervento isolato: il tunnel è parte di un progetto complessivo che interessa 18 chilometri del tratto fiorentino dell’Autosole, l’asse che collega Milano a Napoli e che in questa porzione toscana rappresenta da decenni uno dei principali colli di bottiglia della viabilità italiana.
Il valore complessivo dell’intervento è di circa 1 miliardo di euro, secondo quanto comunicato da Autostrade per l’Italia. Una cifra che riflette la complessità tecnica e logistica di operare in un territorio densamente urbanizzato, con interferenze continue tra cantiere, traffico ordinario e infrastrutture esistenti.
Attualmente sono circa 500 le persone impegnate nella realizzazione della terza corsia lungo questo tratto. Un numero che dà la misura di quanto questo cantiere sia già oggi un’operazione di scala industriale, non un semplice allargamento stradale.
Perché il tratto Firenze Sud–Incisa è così critico
Chi percorre regolarmente l’A1 tra Firenze e Arezzo conosce bene le code che si formano in corrispondenza del nodo fiorentino, soprattutto nei fine settimana estivi e nei periodi di punta. Il tratto tra Firenze Sud e Incisa è strutturalmente sottodimensionato rispetto ai flussi di traffico che deve assorbire: due sole corsie per senso di marcia in un punto dove confluiscono sia il traffico di lunga percorrenza nord-sud sia quello locale della conurbazione fiorentina.
L’ampliamento a tre corsie su 18 chilometri non risolverà ogni problema, ma aumenterà significativamente la capacità di smaltimento del traffico, riducendo la frequenza e l’intensità delle code. Per chi usa questo tratto quotidianamente — pendolari, autotrasportatori, operatori turistici — il 2028 è una data da segnare.
La galleria San Donato è uno dei nodi tecnici più delicati dell’intero intervento: scavare un tunnel di quasi un chilometro in un contesto come quello della periferia fiorentina richiede tecnologie di scavo controllato, monitoraggio continuo degli edifici circostanti e gestione attenta delle vibrazioni. Il completamento dello scavo rappresenta quindi il superamento della fase più rischiosa e complessa del cantiere.
Dal completamento dello scavo all’apertura: cosa manca ancora
Terminare lo scavo non significa aprire il tunnel al traffico. Dopo questa fase, il cantiere entra nella fase di allestimento interno: rivestimento strutturale delle pareti, posa degli impianti di sicurezza, illuminazione, ventilazione, sistemi antincendio e segnaletica. Per una galleria autostradale di questa categoria, si tratta di un processo lungo e soggetto a collaudi rigorosi.
I nuovi tratti a tre corsie saranno disponibili a partire dal 2028. La tempistica tiene conto non solo dei lavori nella galleria San Donato, ma dell’intero pacchetto di interventi distribuiti sui 18 chilometri del tratto fiorentino. È ragionevole attendersi aperture progressive per settori, piuttosto che un’inaugurazione unica dell’intero tratto.
Per gli automobilisti, questo significa che nei prossimi due anni la situazione sul cantiere resterà quella attuale: restringimenti di carreggiata, limitazioni di velocità e possibili chiusure notturne per lavorazioni specifiche. Chi percorre regolarmente questo tratto farà bene a monitorare gli aggiornamenti di Autostrade per l’Italia sul sito ufficiale e sull’app dedicata.
Un miliardo di euro di investimento: chi paga e chi beneficia
Il valore di circa 1 miliardo di euro dell’operazione solleva una domanda legittima: come si finanzia un intervento di questa portata su un’autostrada in concessione? La risposta è nel meccanismo delle convenzioni autostradali: Autostrade per l’Italia è tenuta, nell’ambito del proprio rapporto concessorio con lo Stato, a realizzare investimenti infrastrutturali in cambio del diritto a riscuotere i pedaggi. Gli investimenti vengono in parte recuperati attraverso gli adeguamenti tariffari concordati con il concedente.
In termini pratici, chi paga il pedaggio sull’A1 contribuisce — indirettamente e nel tempo — al finanziamento di questi lavori. Non è un trasferimento diretto, ma è il meccanismo economico che sostiene il modello delle concessioni autostradali italiane.
I benefici, invece, sono più diffusi: minori tempi di percorrenza per milioni di automobilisti, riduzione dei costi logistici per le imprese che movimentano merci lungo l’asse tirrenico, e un impatto positivo sulla sicurezza stradale — le code prolungate sono uno dei principali fattori di rischio sulle autostrade ad alta percorrenza.
Il cantiere come indicatore del sistema infrastrutturale italiano
Il completamento dello scavo della galleria San Donato sulla A1 è anche un segnale più ampio: i grandi cantieri autostradali italiani procedono, anche se con tempi che il confronto europeo non sempre premia. Diciotto chilometri di ampliamento a tre corsie in un contesto urbano complesso come quello fiorentino richiedono anni di progettazione, autorizzazioni e lavori effettivi.
Con 500 lavoratori attivi sul cantiere e un investimento da un miliardo, questo è oggi uno dei principali interventi infrastrutturali in corso nel Paese. Il 2028 è l’orizzonte temporale indicato per i primi tratti aperti: un appuntamento che riguarda direttamente chiunque percorra l’Autosole nel nodo fiorentino, e più in generale chiunque abbia interesse a capire come si muovono — e si bloccano — le persone e le merci lungo la dorsale nord-sud del Paese.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
