Gli effetti della cartolarizzazione sul bilancio dell’originator

Ad un’operazione di cartolarizzazione è connessa una vasta serie di effetti sul bilancio dell’originator, tanto a livello reddituale, quanto patrimoniale.Accanto ai numerosi vantaggi offerti da tale tecnica, dovranno essere necessariamente considerati i costi che un originator dovrà supportare al fine di una corretta valutazione della convenienza a porre in essere una securitization.

Le scelte dovranno essere prese sulla base di un trade-off tra spese e rischi da sostenere e benefici ottenibili.Tali valutazioni, non possono prescindere dagli aspetti contabili, in quanto le risultanze del bilancio post-operazione, costituiscono la principale fonte di informazione per gli stakeholders dell’impresa originator. Infatti, questi, saranno interessati a sapere in che modo e in che misura la cartolarizzazione ha inciso sulle variabili patrimoniali.Un’operazione di cartolarizzazione classica, in linea teorica, produce un duplice effetto sul patrimonio dell’originator. Da una parte genera liquidità, dall’altra consente di trasferire il rischio di credito all’esterno della sfera di gestione del cedente.Soffermandosi su uno o l’altro di questi elementi si coglie un diverso profilo identificativo dell’intera operazione.

Considerando il ricorso al mercato dei capitali, la cartolarizzazione costituisce un’operazione di acquisizione di liquidità. Con tale accezione ci si riferisce non solo alle situazioni nelle quali si realizza la sostituzione nel patrimonio del titolare dei crediti con attività liquide, ma a tutte le ipotesi nelle quali l’originator, al termine dell’operazione, vede in qualche modo incrementata le proprie disponibilità liquide. Esaminando la prospettiva della cessione degli attivi, la cartolarizzazione si caratterizza anche per il trasferimento di rischi associati ad essi.

Combinando tipologie di strutture e di crediti è possibile ottenere, attraverso l’interazione dei due effetti, i più svariati risultati in termini reddituali e/o patrimoniali.I risultati appena citati possono, in realtà, essere ottenuti anche cedendo crediti ad un factor. Rispetto ad un’operazione di factoring, però, la cartolarizzazione presenta alcuni vantaggi. In genere, nonostante il trasferimento della proprietà dei crediti, la gestione dei rapporti con i debitori ceduti rimane in capo al cedente. Cartolarizzare consente perciò al finanziatore di conservare il presidio della sua clientela, malgrado la titolarità del rapporto sia stata trasmessa a terzi.

Ancora, la cartolarizzazione può essere strutturata in modo tale che le caratteristiche delle ABS incontrino il gradimento degli investitori, riducendo così i costi del finanziamento.Definendo opportunamente la struttura dell’operazione, il cedente può infatti scegliere l’entità del rischio di credito da trasferire ai sottoscrittori dei titoli. Inoltre, poiché la raccolta di capitale avviene mediante il collocamento di titoli, negoziabili in un mercato secondario, dotati quindi di un certo livello di liquidità, il cedente riesce a spuntare condizioni di finanziamento migliori.

Occorre evidenziare che a non tutte le operazioni di cartolarizzazione segue il completo trasferimento del rischio di credito. Infatti il trasferimento del rischio di credito attraverso una cartolarizzazione “classica” è condizionato alla limitatezza della prestazione di garanzie da parte dell’originator, che avviene esclusivamente quando vengono ceduti pool di attivi caratterizzati da un rischio di default molto basso.Una pratica molto diffusa è la sottoscrizione delle ABS junior da parte dello stesso originator; ciò comporta che una parte del rischio, e talvolta la sua totalità, non venga trasferita, essendo incorporata nei titoli subordinati detenuti dal cedente.

Nel caso in cui vengano emessi titoli che non incorporano la proprietà degli attivi ceduti e contestualmente si configuri un legame partecipativo tra originator e veicolo, l’operazione non avrebbe effetti a livello di bilancio consolidato in quanto in esso figurerebbero gli attivi ceduti.La cartolarizzazione, in relazione alla struttura con cui viene realizzata e agli attivi che utilizza, fornisce una risposta più o meno aderente alle singole esigenze rappresentate.

Certamente, però, non potrà soddisfarle tutte nello stesso tempo: la gamma delle possibili combinazioni di differenti strutture e diverse attività cartolarizzabili prospetta obiettivi diversi che impongono già in partenza scelte tra strade alternative.Nell’analizzare i motivi sottostanti una securitization, bisogna tener presente la molteplicità e la diversità delle esigenze dell’originator.

Quindi, nell’analizzare una cartolarizzazione e valutarne i vantaggi, si deve considerare la specificità di ogni singolo caso.Dal punto di vista del cedente, la cartolarizzazione dei crediti, rappresenta uno strumento per trasformare singole attività relativamente illiquide in strumenti liquidi e negoziabili. Un originator può, così, integrare le proprie fonti di finanziamento e utilizzare la liquidità ottenuta in modo più aderente alle necessità aziendali

Riflessi gestionali della cartolarizzazione realizzate da banche

La cartolarizzazione è una tecnica attuabile da imprese di qualsiasi natura, finanziaria o industriale, privata o pubblica, ma esistono diverse ragioni per soffermarsi sulle operazioni poste in essere da intermediari finanziari, e in particolar modo da banche. Prima di tutto l’esperienza internazionale ha evidenziato che la maggior parte delle operazioni viene realizzata da intermediari finanziari. Ciò trova giustificazione nel fatto che essa presenta ulteriori opportunità per le banche rispetto ad altre tipologie di imprese.

Infatti, la natura delle aziende di credito permette il conseguimento di benefici in termini di eliminazione di partite anomale dal bilancio o di riduzione dei costi connessi al rispetto degli obblighi di vigilanza.Dal punto di vista normativo, nei Paesi che hanno adottato una disciplina di riferimento, sono state dettate specifiche disposizioni in materia di cartolarizzazione dei crediti, ciò rende gli intermediari creditizi i soggetti per definizione maggiormente interessati a svolgere operazioni di questa natura.

Inoltre anche le autorità per la vigilanza bancaria hanno prestato particolare attenzione alle tematiche sulle cartolarizzazioni, producendo numerosi documenti in merito.Come già sottolineato, un’operazione di cartolarizzazione, in relazione a come viene strutturata, fornisce una serie di risposte a specifiche esigenze dell’originator, che devono essere ben ponderate in sede di strutturazione e di valutazione dei benefici.

La possibilità di modificare le caratteristiche dello stato patrimoniale offerta dalla tecnica in esame presenta ulteriori opportunità per le banche, che si troveranno di fronte a numerose alternative. Oltre come valido strumento per generare liquidità, la cartolarizzazione si è affermata nel settore bancario come mezzo per eliminare dal bilancio partite anomale e ottenere benefici in termini di riduzione dei costi connessi al rispetto degli obblighi patrimoniali imposti dalle autorità di vigilanza.

Nella cessione di crediti in bonis, le motivazioni della banca originator sono riconducibili a ragioni prevalentemente di carattere reddituale e finanziario. La convenienza del ricorso alla cartolarizzazione di crediti incagliati o in sofferenza deve valutare ulteriori aspetti economici, finanziari e gestionali. In particolare, la banca sarà in grado di conseguire benefici in termini di risparmio dei costi operativi legati alle azioni di recupero crediti, che richiedono lunghi tempi e l’impiego di notevoli risorse umane e finanziarie. La securitization può essere considerata come una terza dimensione di operatività per la banca, accanto al capitale proprio e a quello di debito, che permette all’istituto di affrontare nuove opportunità con maggiore flessibilità.