La cartolarizzazione: un’introduzione

Il sistema finanziario, negli ultimi anni, è stato caratterizzato da un processo di innovazione e trasformazione continui: si sono intensificate la concorrenza interna ed internazionale, si sono affermate numerose innovazioni tecnologiche, sono stati sviluppati nuovi prodotti e si è cercato di ottenere assetti produttivi più efficienti.

In questo processo, si inserisce la nascita della cartolarizzazione (o securitization), che appartiene alla classe delle tecniche di finanza strutturata, in quanto prevede la costituzione di un veicolo ad hoc. Le operazioni di cartolarizzazione, a causa della molteplicità delle forme che possono assumere, non si prestano ad una definizione univoca. Volendo tentare una definizione schematica si può affermare che la cartolarizzazione è lo strumento attraverso il quale attività non liquide sono convertite in titoli negoziabili sul mercato dei capitali. Essa consente di raccogliere risorse finanziarie sui mercati mobiliari a fronte della cessione della titolarità degli attivi e rappresenta una valida alternativa alle modalità di raccolta tradizionali.

Nella versione cosiddetta “classica”, l’operazione prevede la cessione di poste dell’attivo a un soggetto terzo che provvede ad emettere titoli mobiliari.

L’operazione in questione mira allo smobilizzo di crediti, di cui sia titolare un intermediario finanziario, un ente pubblico o altra impresa (originator), attraverso la loro cessione a un soggetto, il cessionario (Special Purpose Vehicle o SPV), il quale emette e colloca sul mercato dei capitali titoli garantiti dagli attivi stessi (Asset-Backed Securities o ABS).

Nella individuazione degli asset da cartolarizzare occorre tener presente che questi devono essere adatti a produrre i flussi di cassa per il pagamento degli interessi ed il rimborso dei titoli emessi.

L’idea innovativa di tale operazione consiste nel fatto che l’acquisto dei beni ceduti viene finanziato mediante l’emissione dei titoli che saranno immessi sul mercato e circoleranno come qualsiasi altro strumento finanziario; ciò caratterizza le operazioni di cartolarizzazione quali innovativi strumenti di raccolta e, al contempo, le stesse arricchiscono la gamma di scelta tra prodotti concorrenti, degli investitori, istituzionali o meno.

Ciò che accomuna le varie operazioni, al di là della provenienza dei flussi di cassa e la tipologia strutturale, è la possibilità di trasformare e far circolare, sotto forma di titoli negoziabili, qualsiasi tipo di attività reale, generando vantaggi sia per il sistema finanziario nel suo complesso, sia per il pubblico degli investitori. A livello di sistema, la cartolarizzazione libera nuove risorse riducendone il costo e favorisce lo sviluppo dei mercati finanziari (nuovi strumenti finanziari, nuovi ruoli per i soggetti coinvolti, benefici nella ripartizione dei rischi a livello di sistema); dal punto di vista degli investitori la cartolarizzazione crea nuove opportunità di investimento e amplia la gamma dei profili di rischio/rendimento rispetto alle formule già presenti sul mercato.

La tecnica della cartolarizzazione ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta. E’ stata realizzata dapprima su mutui ipotecari e, in seguito, su una vastissima gamma di tipologie di crediti, come i crediti derivanti da carte di credito, i finanziamenti concessi per l’acquisto di automobili, i crediti legati ad operazioni di leasing, i crediti correnti di imprese commerciali, i crediti al consumo.

Successivamente la tecnica della cartolarizzazione si è estesa anche in Europa, ma è solo dalla metà degli anni Novanta che inizia a svilupparsi un mercato delle ABS.

L’ordinamento italiano ha recepito la cartolarizzazione dei crediti, con una disciplina generale ed organica, solo nell’aprile 1999 con legge 30 aprile 1999, n. 130 recante “Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti”. Tale normativa si è presentata del tutto opportuna perché da un lato ha consentito l’adeguamento agli altri Paesi finanziariamente più evoluti e dall’altro ha promosso la liberazione di risorse economiche favorendo lo sviluppo del mercato mobiliare.