Il Risk Management per le imprese: “controllo dei rischi” o “gestione dei rischi”?

Ogni giorno i managers prendono delle decisioni sulle azioni da intraprendere, su quanto
tempo e risorse impiegare  nello sviluppo del progetto aziendale, e  sugli aspetti importanti da
comunicare  alla organizzazione e ai terzi.
Ogni decisione comporta inevitabilmente delle conseguenze e il Risk Management è lo
strumento adatto per analizzare le diverse alternative e le relative conseguenze, offrendo un
risultato probalistico e una serie di possibilità.
Quindi significa che, le decisioni di business sono strettamente legate ai cambiamenti
dell’ambiente nel quale l’azienda si trova.
Anche se l’analisi del rischio può essere applicata ad una singola attività, più in generale,
l’anima del processo di Risk Management consiste nel valutare le diverse opportunità,
comparandole.
Le diverse “alternative” vengono definite opzioni.
Compito del manager, allora, è di gestire questo portafoglio di “opzioni” e l’insieme delle attività
reali sottostanti, in relazione a opportunità e vincoli dell’ambiente esterno, e in base ai punti di
forza e di debolezza interni.
A tal fine, diventa necessaria una particolare attenzione del management rivolta al controllo e al
monitoraggio delle variabili che contribuiscono a definire il “valore dell’opzione stessa”.
Queste variabili sono quelle che influenzano il business in maniera rilevante e si identificano
appunto con i fattori di rischio.
La decisione di destinare risorse al Risk Management può anche essere interpretata come
l’acquisto di “un’opzione” sulle misure di gestione dei rischi aziendali.
L’analisi del rischio supporta dunque l’analisi decisionale.
Per le imprese, si tratta, innanzitutto, di definire i mercati in cui operare e le risorse da
impiegare; in secondo luogo, di prendere decisioni riguardo all’ingresso in nuovi segmenti di
mercato.
Di fatto, rientrano nelle decisioni strategiche anche le decisioni riguardo al lancio di nuovi
prodotti che sono rilevanti per l’impresa, e/o che richiedono l’investimento di ingenti risorse per
essere realizzate.
Il rischio strategico è l’essenza stessa del rischio imprenditoriale.
Oggi, molte imprese sono riluttanti ad investire tempo e risorse in un approccio ampio di
gestione del rischio, perché non comprendono chiaramente come le stesse possano essere
ricompensate dallo sviluppo del Risk Management: ossia, attraverso la sua prospettiva di
creare valore aziendale in fase di gestione strategica dei rischi.
In particolare, sono le PMI (Piccole e Medie Imprese) le più scettiche nei confronti del Risk
Management
e allo stesso tempo le più bisognose di implementarlo, vista la loro particolare esigenza di avere
un processo decisionale flessibile per adattarsi prontamente ai cambiamenti dell’ambiente
competitivo.
Spesso accade che l’attenzione del management verso la gestione dei rischi aumenti solo in
seguito a pressioni esterne degli “stakeholders”, a loro volta determinate dall’avversa
manifestazione dei rischi.
Un sistema di Risk Management imposto dall’esterno dovrebbe essere, a parer mio,
considerato dal management come
un’opportunità, invece che
un costo non produttivo e necessario.
Il Risk Management, così, contribuendo a fornire un quadro generale e approfondito sul
business oltre che sui rischi che lo influenzano, assume particolare valore per quelle imprese
che “non sono in grado di percepire il loro valore intrinseco, le capacità economiche o i relativi
fattori critici”.
Se la regolamentazione del mercato in cui un’impresa si trova, impone di introdurre adeguati
sistemi di misurazione e controllo dei rischi, è sufficiente qualche “trasformazione in azienda da
sistema di risk control in sistema di Enterprise Risk Management” (ERM), in grado di
supportare il processo direzionale in un’ottica di creazione del valore aziendale (anche a favore
dei portatori di capitale, v. gli azionisti).
Da un sondaggio condotto da una prestigiosa società di consulenza internazionale e dall’
“Economist Intelligence Unit” [1], sull’implementazione dei processi di ERM in alcune aziende
statunitensi, attraverso l’intervista condotta agli amministratori delegati delle stesse aziende
prese a campione, si è rilevato che ben “il 32% ha dichiarato di aver definito un sistema di “risk
governance” e di aver condotto le attività per l’identificazione e classificazione dei rischi rilevanti
per l’azienda.
Inoltre, il 24% di esse, ha dichiarato di aver ridotto i propri rischi portandoli ad un livello valutato
sostenibile”.
“I risultati, quindi, indicano che la maggior parte delle imprese si trova nelle fasi iniziali
dell’implementazione del processo ERM di Risk Management, e che la maggior parte delle
attività previste sono in fase di sviluppo”.
Di conseguenza, gli intervistati hanno aggiunto che tra “i benefici del processo di ERM vi è
l’aumento della consapevolezza dei rischi e della collaborazione nella gestione dei processi di
Risk Management con il 76% delle risposte, nonché la possibilità di ridurre le perdite finanziarie,
e migliorarne la performance aziendale”.
In definitiva, l’Enterprise Risk Management consente al management di affrontare
efficacemente  le incertezze e i conseguenti rischi e opportunità, accrescendo le capacità
dell’azienda di generare valore.
Il management massimizza il valore aziendale quando formula strategie e obiettivi al fine di
conseguire un equilibrio ottimale non solo, tra target di crescita e di redditività e rischi
conseguenti, ma anche quando impiega in modo efficiente ed efficace le risorse nel perseguire
gli obiettivi aziendali (strategici, operativi, di reporting e di conformità).
L’ERM, che tratta dei rischi e delle opportunità che influenzano la creazione o la preservazione
di valore,
è definito come di seguito:
La gestione del rischio aziendale è un processo, posto in essere dal consiglio di
amministrazione, dal management e da altri operatori della struttura aziendale; utilizzato per la
formulazione delle strategie in tutta l’organizzazione; progetto per individuare eventi potenziali
che possono influire sull’attività aziendale, per gestire il rischio entro i limiti del rischio
accettabile e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali 
[2].
[1]Si tratta di un sondaggio condotto dalla società di consulenza KPMG (www.kpmg.com), e
dall’Economist Intelligence Unit (divisione del gruppo “The Economist”, specializzata in analisi
economiche e strategiche per le imprese). L’obiettivo di questo sondaggio, dal titolo “Driving
Enterprise- Wide RiskManagement”, è quello di analizzare e approfondire, le modalità e le
ragioni dell’implementazione delle attività di Risk Management tra le imprese statunitensi.
L’analisi, condotta attraverso un sondaggio, ha coinvolto 265 amministratori delegati e dirigenti
con incarichi di alta responsabilità, attivi in diversi settori di business. Sull’argomento, v. N.
ZANGHI, 2007, in Rivista dei Dottori Commercialisti, vol. n.58, p.1149-1159.
[2]AA.VV. Associazione Italiana Internal Auditors & Pricewaterhousecoopers, p.1